venerdì 30 dicembre 2016

Un nuovo anno finalmente diverso

(foto Gustavo Pozzo)
Tra alcune ore avrà  inizio il nuovo anno ed al nuovo anno desidero guardare lasciando quello trascorso alle spalle.

Mi riferisco a quello che è stato per me e tanti amici l'obiettivo primario : tornare a vedere quelle due porte della Chiesa di San Carlo alle Mortelle nuovamente aperte, spalancate più tempo possibile, al culto e alle attività dei bambini, degli adolescenti, dei giovani, degli uomini,delle donne e degli anziani.

Quelle porte come braccia allargate e protese al quartiere, ai suoi abitanti per un impegno di formazione e centro di incontro, di dibattito, per una catechesi non finalizzata soltanto alla preparazione ai sacramenti ma tesa al recupero di quanti in questi anni hanno conosciuto soltanto la strada come luogo di aggregazione.

La comunità saprà certamente porsi maggiormente a servizio del quartiere facendo rivivere quel luogo che ha visto momenti di grande vivacità e fermento culturale e religioso.

La piazza ha assunto un aspetto più dignitoso, gli interventi del Comune hanno ridato un aspetto più decoroso e tra non molto partirà la raccolta differenziata con l'eliminazione dei cassonetti.  

Mi auguro che nei prossimi giorni di inizio anno le campane potranno annunciare non solo la riapertura di un luogo di culto ma anche un nuovo percorso di una grande comunità.

Buon anno di Pace  a tutti ma proprio a tutti ! 

sabato 24 dicembre 2016

Natale ma non per tutti



"..Ma anche oggi Gesù piange. Perché noi abbiamo preferito la strada delle guerre, la strada dell'odio, la strada delle inimicizie.

Siamo vicini al Natale: ci saranno luci, ci saranno feste, alberi luminosi, anche presepi ?

Tutto truccato: il mondo continua a fare la guerra, a fare le guerre. Il mondo non ha compreso la strada della pace...

...Dappertutto c'è la guerra, oggi, c'è l'odio,cosa rimane di una guerra, di questa, che noi stiamo vivendo adesso?

Cosa rimane?

Rovine, migliaia di bambini senza educazione, tanti morti innocenti: tanti!, e tanti soldi nelle tasche dei trafficanti di armi...”

(Papa Francesco)


Auguri a tutti di Pace e Serenità

giovedì 22 dicembre 2016

I ricordi del Natale della semplicità

Altri due cari amici hanno voluto esserci in questa carrellata di ricordi che opportunamente mio cugino Nando questa mattina parlando al telefono li ha definiti momenti di tenerezza di tempi irripetibili che ci aiutano a vivere meglio questi giorni di Natale.

Clelia Meo è l'amica che da quando abbiamo intrapreso questo nuovo percorso è stata sempre la voce della rapida comunicazione e partecipazione ai momenti belli e tristi accaduti in questi  anni recenti in San Carlo alle Mortelle e mantenendo anche viva la memoria di amici che purtroppo ci hanno lasciati.

Bruno Rippa è l'amico che ci è stato sempre vicino nelle  iniziative di questi anni e mi fa piacere ricordare il suo costante impegno per i bambini di Scampia proprio in occasione del Natale e della ormai tradizionale sfilata dei Babbi Natale a piedi e in bicicletta ed anche il grande generoso  supporto che da allo Scampia Rugby. 

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Sono veramente tanti i ricordi del Natale nel nostro quartiere San Carlo alle Mortelle, infatti è un susseguirsi di immagini che affollano la mia mente..forse perché la maggior parte della mia vita, a differenza di altri, l'ho trascorsa lì ed anche se ora vivo in un altro quartiere, il mio cuore resta ancorato alla magia di quei luoghi.

Tornando indietro con la mente, mi rendo conto che da bambina era una vera festa per i colori, i suoni degli zampognari che aspettavo con ansia, per la semplicità con cui si attendeva la chiusura della scuola per vivere appieno tutto il periodo natalizio...la preparazione dell'albero e del presepe, la richiesta dei vari doni, il ripassare la poesia da recitare e la famosa letterina che postavo sotto al piatto di mio padre con l'eccitazione che solo un bambino può provare.
La magia della notte di Natale, quando dopo la cena della vigilia mi recavo con mia madre in chiesa per accogliere la nascita del Bambino Gesù e posso affermare con certezza, che sicuramente allora si viveva una magia particolare, magia che oggi purtroppo quasi non percepiamo più, forse perché abbiamo dimenticato
il bambino che c'è in ognuno di noi 
Buon Natale a tutti!

                                     Clelia


C'ero anch'io.....vi dico che io non c'ero per quanto concerne il mega presepe che ha ricordato Ezio.
C'ero però in altri momenti dei  Natali  vissuti in quei pezzi di strada del mio quartiere,  via Filippo Rega, p.tta San Carlo alle Mortelle ecc.

Ricordo quando da chierichetti ci preparavamo per le celebrazioni natalizie;indossavamo  le tonache e le casacche in una stanzetta piccola e disordinata; era un caos ed alla fine non trovavamo le misure giuste. Sembravamo un'armata Brancaleone.Ricordo Gino Cogliandro con tonaca e casacca corte che mi suscitava risate. Ricordo le funzioni liturgiche:la famiglia Stevens sempre in prima fila, austera e composta e con due belle figlie che erano un sogno inarrivabile.

Sull'altare cercavo di mettermi seduto vicino alla balaustra per osservarle e poi  uno strumento che era una tavolozza di legno con delle maniglie che si agitavano in un particolare momento della funzione.
Il presepe mi ricorda mio nonno Gennaro. Lui era il custode ed il factotum dell'Istituto Rodino'.....'o cunvitt de' cecatelle (il convitto delle non vedenti, ndr).Ho ancora  nelle orecchie la voce della Madre Superiora che lo chiamava da una loggia.....GENNARINOOOOO..... per le riparazioni spicciole e per l'allestimento del presepe e del palcoscenico nel salone dell'Istituto  in occasione dello spettacolo natalizio tenuto da 'e cecatelle per i benefattori del convitto.

Il nonno mi portava con sé ed io facevo 'o guaglione (l'aiutante ,ndr)  e mentre lui lavorava,io mi godevo la vista del palcoscenico e del magnifico presepe.

                                       Bruno

mercoledì 21 dicembre 2016

...e c'ero anch'io !



Il ricordo del mega-presepe di Ezio Aliperti  pubblicato ieri(Quando la costruzione del presepe cominciava ad ottobre) ha stuzzicato la memoria di qualche amico e di Costantino Longano in particolare che ha tenuto a rivendicare la propria partecipazione alla realizzazione del presepe.
Antica e vera amicizia quella di Costantino e grande e preziosa  vicinanza anche in questa fase di rinascita della zona.
...e c'ero anch'io dice Costantino e fortunatamente ci sei sempre stato allora come adesso, grazie anche a te.

                                                                      **************


 ...e c'ero anch'io,  con Ezio Aliperti, Fulvio Ardone e Gino Cogliandro, spesso avevamo turni diversi, il Masto era il più presente, gli altri chi per motivi di scuola e chi (io) per lavoro a volte ci incrociavamo ad ore diverse...
 Avevo bene in mente come si costruisce un presepe ,guardando la bravura di mio padre..per anni ( il mitico Adolfo, ndr) ma parlo di un presepe di sughero ma quell'occasione di allestire un Presepe in chiesa...quell'incarico affidato dal Parroco Alfarano a Bruno Garofalo, astro nascente delle scene teatrali...già adocchiato dal grande Eduardo,  fece scoprire a noi ragazzi un arte magica...ed io con gli altri fui felice di fare il ragazzo a Bruno.
Dal niente...vedemmo assi di legno e carta di giornale e tanta colla di farina preparata nei secchi...diventare montagne...sentieri...archi...grotte...anfratti e scalinate ....
Gino si dava da fare per procurare di tutto avendo anche cura di non imbrattare oltremodo il pavimento...con Ezio e Fulvio ci inzuppavamo di colla fino al gomito per passare al Maestro gli agglomerati di carta e colla che egli abilmente modellava e posava dove intendeva creare la natura e la vita di un presepe. Padre Alfarano ci osservava preoccupato per il compito gravoso che ci aveva affidato e per l'ora tarda che spesso si faceva in chiesa...ma soddisfatto per quanto di bello e maestoso il Maestro Bruno andava realizzando....
Fu qualcosa di infinitamente bello, l'intero quartiere ammirò quell'edizione unica di Presepe, non ne abbiamo le foto, ma in me come agli altri ragazzi, credo che di quel grande Presepe, il ricordo dalla mente...non ce lo cancellerà nessuno.......

                                                      Costantino

martedì 20 dicembre 2016

Quando la costruzione del presepe cominciava ad ottobre

Continuano a giungermi messaggi di amici con un ricordo del Natale degli anni della gioventù, della grande comunità di San Carlo alle Mortelle.
Questa volta è un amico che è rimasto in zona, nel quartiere dove è nato e che ho ritrovato al mio ritorno dal periodo vissuto al nord Italia e che ho trovato subito disponibile per il progetto di riscoperta e rivalutazione del Poggio delle Mortelle , uno degli artefici generoso e disponibile.
Mi fa molto piacere che Ezio Aliperti  abbia ricordato quell'Uomo di grande qualità  che è stato Franco Alfarano, uomo colto e con una visione di Chiesa che oggi definiremmo alla Papa Francesco , punto di riferimento per tutta la comunità.
Ha ricordato cari amici come  Gino Cogliandro , attore affermatosi in particolare con il gruppo I Tre Tre, Bruno Garofalo, scenografo di Eduardo, regista e autore di opere teatrali di grande spessore ed il fratello Claudio  affermato fotografo, collaboratore di importanti riviste.
Vi lascio alla lettura di questo ricordo semplice ma che come gli altri pubblicati mi convincono sempre maggiormente del grande privilegio avuto nell'aver vissuto quella stagione.

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Con grande piacere ho notato che la nostra idea ha sortito l'effetto che volevamo.

Noi non ci siamo mai piegati e non ci piegheremo mai alla logica che la nostra meravigliosa città  sia afflitta da una maledizione epocale  Qui è  difficilissimo fare qualcosa di utile per noi e per gli altri e non c'è niente da fare!

Cosa si può fare e abbiamo fatto ?

Abbiamo ritrovato quello spirito che a tanti di noi, come leggo dai messaggi di Benedetto e Glauco, ha consentito per il passato di creare ,sotto la guida di un uomo di grande qualità Franco Alfarano,una comunità e, in occasione del Natale, voglio raccontarvi una delle esperienze vissute negli anni della gioventù in San Carlo alle Mortelle.

Ci chiamò  don Franco un pomeriggio di Ottobre di tanti anni fa e chiese a me ,Gino Cogliandro e Fulvio Ardone di interrompere un interminabile partita a  ping-pong ,doveva parlarci.
Siccome ,don Franco quando voleva non era dolce di sale, noi ci appropinquammo preoccupati ad abbandonare la storica sede al n° 7 della piazzetta e lo raggiungemmo in   sacrestia.
C'erano nella stanza, alle spalle dell'altare della chiesa, Bruno e Claudio  Garofalo che salutammo col piacere di  sempre.
A quell' epoca Claudio  muoveva i suoi primi passi come fotografo e Bruno un po' più grande di noi era già come scenografo nell' orbita di Eduardo De Filippo.
Curiosi attendemmo don Franco.
Il suo sorriso ci sollevò gli animi e chiedemmo cosa dovevamo fare?
Dare corpo sotto la guida di Bruno  ad un presepe con i pastori di proprietà della chiesa .
Io, Fulvio e Gino avevamo per tradizione familiare una certa competenza e manualità nella costruzione dei presepi,oggi a casa mia in piazzetta quello  fatto da mio nonno alla mia nascita e quello fatto da me per mio figlio fa bella mostra tutto l'anno.
Don Franco aveva come sempre avvertito i nostri genitori di quell'idea e tutti come sempre avevano dato il loro assenso.
Entusiasti il lunedì successivo, terminati i compiti, alle 18 iniziammo  .
Gratificati dalla scelta iniziammo l'opera  con grande entusiasmo.
Bruno aveva disegnato un presepe grande almeno sessanta metri quadri, posizionato nella prima cappella a sinistra dell'entrata  
sughero,legno carta e gesso erano pronti per dar corpo all'opera .
L'entusiasmo dei quindici anni non ci aveva fatto rendere conto subito della immensità dell' opera.
Spesso al gelo,sporchi di gesso e colla con qualche dito dolente per una martellata sulle dita, digiuni e affamati alle 22,30 terminavamo di lavorare.
Ogni settimana che passava il lavoro ci sembrava sempre più impegnativo e faticoso ma il buon umore e il piacere di realizzare un'opera che avrebbe destato l'interesse degli abitanti del quartiere ci rendeva felici e forti della nostra decisione.
Venne l'influenza e qualche bronchitella .
Le defezioni si fecero sentire e a una settimana dal Natale ancora l'opera non era completa.
   L'angoscia incominciò a pervadere le nosre sicurezze.
Una sera ci vedemmo e fatto quadrato decidemmo di lavorare ad oltranza e di coinvolgere altri amici.
Ubaldo il famoso cerbero, l'aspetto del poverino era molto più orrendo di un cerbero, che faceva da custode della chiesa si appisolava verso le nove e prima delle mezzanotte difficilmente si svegliava.
Lavorammo fino a mezzanotte e non esistendo all' epoca i cellulari non avemmo l'avvedutezza di avvertire le famiglie.
Uscito dalla chiesa incrociai mia madre che preoccupata  era venuta a cercarmi.
Li per li mi accarezzò e mi prese per mano,per le mamme i figli sono sempre piccoli,e si avviò verso casa.
Salimmo le scale che ahimè solo oggi, non ho ancora l'ascensore, capisco cosa ha significato per lei quasi cinquantenne salire per l'ennesima volta, mediamente le percorreva tre o quattro volte al giorno.
Entrammo in casa e a quel punto il clima cambiò, presi tre sberle che mi riscaldarono subito,cercai di giustificarmi ma tutto fu inutile, senza mangiare e a letto.
Il pomeriggio seguente tornammo in chiesa ed ebbi il resto.
Don Alfarano ci attese con il volto corrucciato delle brutte occasioni,     ci eravamo permessi di non avvertire le famiglie!
Terminammo il presepe giusto in tempo per la  vigilia, ma capimmo anche che in un mondo senza regole e scelte condivise, spesso anche per un buon fine ,si possono commettere  errori.
Il patrimonio di quelle esperienze è stato utile  per tutti  noi nel lavoro e nella vita di ogni giorno.
Buon natale e Buon anno a tutti voi e vi aspetto tutti all' inaugurazione della chiesa ristrutturata.



Un' abbraccio

                                                                   Ezio

domenica 18 dicembre 2016

La letterina di Natale

Siete stati in tanti attraverso i commenti, via email, telefonicamente ad aver espresso apprezzamento e commozione per  il bel ricordo di Glauco Narciso.

Ad uno di questi amici, lontano da Napoli da ben quarantacinque anni, ho chiesto  un ricordo del Natale degli anni della nostra infanzia e adolescenza.

Benedetto Ruggiero abitava all'interno del Palazzo Reale ma era impegnato con oltre cento giovani nell'Associazione della Parrocchia di San Carlo alle Mortelle e sin dall'inizio ha seguito questo Blog e le iniziative promosse nel quartiere assieme all'Associazione Futura di Ezio Aliperti anche lui tra i tanti impegnati nell'associazione sul territorio.

Ha inviato queste righe  che sono certo farà piacere anche a voi leggerle e magari immergervi nei vostri ricordi.

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In questi giorni pre-natalizi Milano è avvolta da una nebbia che da alcuni anni non si percepiva e il freddo è pungente. Tutto ciò aumenta la nostalgia, per chi come me è lontano da più di quarantacinque anni, della meravigliosa e unica Napoli. I ricordi dei luoghi della gioventù e quelli relativi ai giorni antecedenti il Natale con le antiche tradizioni tramandate da padri e nonni sono numerosi; i profumi e le luci che accompagnavano quei giorni nelle strade e in casa, qui purtroppo si percepiscono a fatica.
Basta un po' di solitudine, basta chiudere gli occhi al buio in una comoda poltrona ed ecco che i ricordi dell'infanzia e della gioventù vissute nella città natia, i ricordi dei propri cari che non ci sono più, i ricordi dei propri amici che non vedi da anni e anni, i ricordi dei sogni e delle avventure di gioventù, alcuni avverati altri no, si accavallano nella mente e creano immagini che una dopo l'altra fanno rivivere con mille particolari, spesso dimenticati, la indimenticabile e meravigliosa atmosfera partenopea pre-natalizia.
Una sola cosa non riesco a riviverla: la mai dimenticata letterina di natale sotto il piatto della tavola imbandita a festa. Due figli e nove nipoti non sono bastati per ridare vigore a questa tradizione.
Ricordo le mie letterine ai genitori ed anche ai nonni e ne conservo ancora oggi alcune originali, un po ingiallite e sbiadite e ormai prive dei loro brillantini, ma sempre testimoni di un affetto verso persone che non si possono mai dimenticare.
Finchè c'è vita c'è speranza - magari questo è l'anno buono, troverò una letterina di natale sotto il mio piatto?
                                                   Benedetto Ruggiero

sabato 17 dicembre 2016

La notte del 23 dicembre a Napoli

Sono tanti gli amici tra i contatti di questo Blog che dopo gli anni della gioventù trascorsi in San Carlo alle Mortelle sono andati via da questa città , nella maggior parte, per opportunità di lavoro in altre città d'Italia e del mondo.
Il loro legame con il nostro territorio non si è mai spezzato, seguono maggiormente loro non soltanto le vicende cittadine ma anche quelle del nostro quartiere anziché chi vi abita.
Ho intercettato questo post dell'amico Glauco Narciso ed ho voluto trasmettere anche a voi l'emozione che traspare dalle sue parole nella speranza che il prossimo Natale ci possa far incontrare davanti alla Chiesa finalmente aperta.

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Sono tante le atmosfere suggestive di Napoli che porto nel cuore e nella mente, ma quella di come Napoli si prepara al natale non ha confronti.

Il Natale è bello dovunque ma a Napoli è speciale. Nelle strade del centro non si notano grandi differenze con Palermo, Roma o Milano ma nei quartieri popolari è tutta un'altra cosa. 

Voci, colori, negozi, bancarelle si fondono in una sorta di allegro e confusionario presepe vivente. Una magia che mi riporta all'infanzia e che vive con me.

Certo il Natale della mia giovinezza fondava, al di là dell'aspetto religioso, su valori più autentici di solidarietà tra vicini e parenti. Non avevamo tanto, non arrivava Santa Claus: solo la befana il 6 di gennaio. Le nostre mamme non erano stressate dalla ricerca del viaggio di Natale o dalla preparazione del cenone.

Avevamo poco ma quel poco ci dava tanta felicità: il rito della letterina sotto al piatto del papà, pietanze che non avremmo "riassagiato" per un intero anno , la tombolata a casa che poi proseguiva nella portineria del mai dimenticato Adolfo (questo per gli amici di infanzia)


Ma torno alla notte del 23 dicembre.

A Napoli, nei quartieri popolari, i negozi non chiudono, (ancora è cosi?) vanno avanti tutta la notte fino al tardo pomeriggio del 24 in una lunga maratona commerciale.

Io ricordo che molti, anche i miei fratelli maggiori, approfittavano della notte per fare la spesa del cenone potendo scegliere con calma i prodotti migliori ed anche ottenere qualche risparmio. 

Spero e credo che poco sia cambiato e conservo il desiderio, in un prossimo Natale, di girovagare tutta la notte tra i vicoli di Sant'Anna di Palazzo e Pignasecca ritrovando quelle emozioni che fanno del Natale a Napoli una indimenticabile esperienza. 

Buon Natale, con qualche giorno di anticipo!!
                                                                                              Glauco


venerdì 16 dicembre 2016

Arte ai Quartieri Spagnoli





VI Edizione del progetto "NOI PIANTIAMO GLI ALBERI E GLI ALBERI PIANTANO NOI" (dall'opera di Joseph Beuys)

Sabato 17 Dicembre dalle 17 alle 23


messa a dimora di 2 alberi di Carrubo nei Quartieri Spagnoli di Napoli, in Largo Lungo Trinità degli Spagnoli








Una pratica di piantumazione diffusa di alberi con frammenti di opere d'arte nelle radici a partire dai Quartieri Spagnoli di Napoli .(http://www.kikucorreforte.com/lacasaforte/progetto-noi-piantiamo-gli-alberi-e-gli-alberi-piantano-noi/).

La piantumazione di due alberi giovani ( Carrubi di 3 mt) diventa happening e momento di semina d'arte con l'inserimento di un micro frammento di opera nelle radici degli alberi ( i frammenti di opere sono donati dal Museo Microcollection di Elisa Bollazzi).

In questa occasione semineremo due micro frammenti dall' opera Albero del Paradiso (1972) di Gino Marotta.

La Casaforte S.B. è uno spazio di arte e pensiero indipendente , 
Nata nel 2011 dal recupero di un Chiostro del 500 nel cuore dei Quartieri Spagnoli di Napoli, la Casaforte S.B. è la casa di Valeria Borrelli ( artista visiva ) ed Antonio Sacco ( performer) , un’opera aperta che intreccia relazioni e linguaggi artistici
www.kikucorreforte.com

Museo Microcollection
Museo Microcollection nasce il 24 maggio 1990 quando la sua Direttrice Elisa Bollazzi in visita al Padiglione Inglese della Biennale di Venezia, quasi per caso, ha pensato di raccogliere alcuni frammenti di una meravigliosa opera di Anish Kapoor, finiti accidentalmente sul pavimento. Queste microparticelle, dimenticate dai più, hanno rappresentato una vera e propria svolta, un’illuminazione e l’inizio di un nuovo modo di muoversi di galleria in galleria, di museo in museo, nei circuiti dell’arte italiani ed internazionali, alla ricerca di nuove microacquisizioni che sarebbero andate altrimenti distrutte.
www.microcollection.it


martedì 6 dicembre 2016

Ferdinando Kaiser e la signora dei fiori di carta

Sono particolarmente felice di ospitare una delle tante chicche postate su FB dall'Artista della fotografia Ferdinando Kaiser che, tra l'altro, ha documentato generosamente con le sue belle foto tutte le  nostre iniziative.

Fermare momenti di vita e tradurne le emozioni in  poche righe non capita di frequente e per questo gli ho chiesto di trasmetterle a quanti di voi hanno l'amabilità di seguire questo Blog.

           
Titina Ferrigno
la signora dei fiori di carta

                                                                                                            di  Ferdinando Kaiser



Concetta Ferrigno è una donna di poco più di 80 anni che vive in una casa-bottega di via San Gregorio Armeno, a Napoli, dove è nata e cresciuta con i suoi genitori e i suoi undici fratelli. 

Vedova e senza figli, vive circondata dall'amore dei nipoti, figli di una sorella che non c'è più e che lei ricorda con una medaglietta che porta sempre al collo. 

E' sordomuta da quando è nata.

 Tranne brevissime passeggiate per fare un po' di spesa, passa le giornate fabbricando rose, margherite, tulipani e altri fiori usando la carta crespa. Qualche giorno fa le ho chiesto di fotografarla ed ha accettato volentieri. Stamattina le ho portato le stampe di alcune delle foto che le avevo scattato e mi ha commosso la sua commozione nel constatare che mi ero premurato di portargliele.


Mi ha accolto nel suo "basso" e mi ha mostrato i ricordi della sua famiglia e le foto di quando era giovane, bella e corteggiata. E quando sono andato via mi ha abbracciato con gratitudine, stampandomi un bacio sulla guancia.

Piccole soddisfazioni e grandi emozioni...

venerdì 2 dicembre 2016

Non è stato Matteo Renzi

foto Adele Longano

Quando ho visto le foto dell'amica Adele Longano  postate su FB, ho pensato subito che Matteo Renzi nel corso della sua ennesima visita elettorale fosse passato per San Carlo alle Mortelle e anche li avesse lasciato il suo pacco dono invece NO, semplicemente l'intervento del Comune.

Alcune piante in stile Miami sistemate dopo gli interventi eseguiti in questi giorni dalla Napoli Servizi grazie all'interessamento del suo Amministratore Unico Dott. Domenico Allocca che ringraziamo per la celerità dimostrata anche questa volta dopo la pulizia delle lapidi, da noi richiesta attraverso l'Assessore alla Cultura Nino Daniele, in ricordo del pittore Domenico Morelli e dello studioso Antonio Altamura.

Intonacata la muratura ad ambo i lati a ridosso della via San Carlo alle Mortelle  e sistemazione dove necessario del basolato oltre alla risistemazione ,che speriamo provvisoria, dei paletti.

A gennaio, ci è stato comunicato dal Consigliere Francesco Vernetti, dovrebbero essere eliminati gli orrendi cassonetti successivamente all'estensione della raccolta differenziata nel quartiere.

Insomma una lavata di faccia come si dice dalle nostre parti in attesa della riapertura della Chiesa parrocchiale i cui lavori sono ormai terminati ma da indiscrezioni mancherebbero le tele del De Bellis il cui restauro fino a due mesi fa non era stato ancora appaltato.

Nel frattempo le palme della città della Florida a me cara per motivi familiari troneggiano nella piazza in luogo di quelle che per qualche secolo hanno reso il Poggio delle Mortelle uno dei luoghi più salubri della città e dove si insediarono i primi conventi e le prime attività artigianali di pregio,  ma va premiata comunque la buona volontà.

lunedì 28 novembre 2016

...questo Natale si è presentato come comanda Iddio...


A gran fatica e con 425 giorni di ritardo ad oggi, i lavori di ristrutturazione della Chiesa di San Carlo alle Mortelle, sembrano volgere al termine.

Amici che abitano in zona ed anche  quelli che quotidianamente transitano in auto o a piedi, mi informano sulla imminente conclusione dei lavori.

L'amico Carlo Barillari, che segue anche lui amorevolmente l'evolversi del faticoso iter lavorativo,  mi ha cortesemente consentito la pubblicazione di queste foto che danno un quadro della situazione .

Posato il composto della pavimentazione sulla parte interessata dalla voragine ed al conseguente cedimento di quella originaria, occorre ora attendere i tempi tecnici necessari per consentirne il calpestìo.




....questo Natale si è presentato come comanda Iddio. Co' tutti i sentimenti si è presentato....così Luca Cupiello nella celebre commedia di Eduardo e 

così credo saremo costretti ancora una volta a dire  noi , certamente non per volere di nostro Signore ma per motivazioni di ben altra natura, guardando ancora una volta dall'esterno la nostra Chiesa in occasione del prossimo Natale.... ma il nostro ottimismo ci fa sperare in una Pasqua di Resurrezione. 

mercoledì 23 novembre 2016

Svergógnati



 la rassegna che animerà la città dal 20 al 27 novembre, nell'ambito delle celebrazioni per il 25 novembre 
Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

La campagna del Comune di Napoli organizzata 
dall' Assessorato alla Qualità della Vita e alle Pari Opportunità in collaborazione con gli Assessorati all'Istruzione, ai Giovani, Welfare, Attività produttive, Infrastrutture, le 10 Municipalità, la Commissione Qualità della Vita e Pari Opportunità, la Città Metropolitana, gli organismi di parità e la rete interistituzionale antiviolenza.

martedì 22 novembre 2016

Recinzione umana per salvare la fontana di Monteoliveto



La seicentesca fontana di  Monteoliveto sulla quale domina la statua in bronzo raffigurante Carlo II di Spagna realizzata dagli scultori Giovanni Miorino e Giovanni  D'Auria e completata da Francesco D'Angelo su disegno di Cosimo Fanzago, è stata più volte oggetto di atti di vandalismo.
E' stato chiesto di ripristinare l'originaria recinzione per salvaguardare la fontana ed una maggiore attenzione delle Istituzioni per i beni artistici della città.

E' stata organizzata una manifestazione pubblica

"UNA RECINZIONE UMANA PER SALVARE LA FONTANA"

contro l'aumento degli atti vandalici e la preoccupante
 recrudescenza degli scempi ai danni del patrimonio storico, artistico e culturale della città associazioni, comitati e cittadini sollecitano maggiori misure di sicurezza per la difesa di tutti i monumenti esposti alla devastazione e al degrado

Pino De Stasio


domenica 20 novembre 2016

A Scampia un seme di speranza





Lunedì 21 Novembre ore 10

Inaugurazione





Domani sarà inaugurato Il giardino dei Profumi e dei Colori su iniziativa del dott. Rosario Savino neuropsichiatra infantile e del dott. Umberto Casale con  la piantagione del primo seme da parte di uno dei bambini seguiti dalla struttura , prima incolto e selvaggio, ora ripulito grazie al lavoro di reclusi nella casa circondariale, coinvolti dall'associazione (R)esistenza.

Partendo da considerazioni di fondo, sul terrificante trend in ascesa di nuovi casi di Disturbi dello spettro Autistico( D.S.A., che secondo uno studio previsionale del M.I.T. (Massachussets Institut of Technology) di Boston , stima che nel 2025 , negli USA , vi saranno 1 su 2 bambini nati sani , affetti da D.S.A., infatti, alcuni l'hanno definita una “ Pandemia silenziosa”.)
Si è pensato di proporre una “ cura” innovativa, integrata, per i bambini affetti da Disturbo dello spettro Autistico) :DSA, sulla base dei principi della Sistemica( Sistemi complessi,biologici , viventi come le piante , gli animali , gli uomini, la terra) in chiave Bio-Psico-Sociale, in armonia con le leggi e le dinamiche della natura e degli esseri viventi ,sistemi che sono sempre in stretta relazione e comunicazione per la sopravvivenza , per la ricerca del nutrimento,per la ricerca e lo sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili, ma anche nell'intento di ritrovare e talvolta , ricostruire , attraverso percorsi sensoriali, attraverso l'arte,la musica , l'animazione ludica, il rapporto profondo,essenziale,esistenziale con la terra ( teoria di GAIA).
                                                                                                                         Rosario Savino

mercoledì 16 novembre 2016

Intervento di Sii Turista Della Tua Città sulle scale San Pasquale


Da alcuni anni in città sono sorte associazioni, movimenti, gruppi di persone amanti e rispettose dei beni comuni, giovani, meno giovani che impiegano parte del proprio tempo per curare, pulire strade, vicoli, giardini, scale liberandole da erbacce, rifiuti ingombranti e quant'altro depositato impropriamente da incivili.

Domenica scorsa un gruppo di giovani, riuniti in una organizzazione no-profit  con un nome che è tutto un bel programma : Sii Turista Della Tua Città, ha invaso con ogni tipo di attrezzo,  le scale di San Pasquale che dal Corso Vittorio Emanuele portano ai quartieri Spagnoli, poste difronte Palazzo Cammarota per alcuni anni abitazione del Poeta Giacomo Leopardi.

Su queste scale, come ben sanno i miei amici e contatti, annualmente tra fine Maggio e Giugno si svolge la manifestazione        Veduta Leopardi
ideata ed organizzata dal Poeta Costanzo Ioni per l'Associazione Futura presieduta da Ezio Aliperti e proprio l'amico Costanzo provvede personalmente alla pulizia sommaria e mediante l'interessamento del Consigliere Francesco Vernetti, ASIA  in occasione dell' apertura della manifestazione, effettua un sommario lavaggio delle scale.


L'iniziativa degli amici di Sii Turista Della Tua Città è stata accolta con particolare soddisfazione dagli organizzatori e partecipanti all'annuale manifestazione di poesia e, ovviamente, dagli abitanti della zona e a quanti abitualmente vi transitano.

Un grazie di cuore a quanti del gruppo , Domenica hanno sacrificato parte del loro tempo per rendere un servizio alla città.

Veduta Leopardi-Scale San Pasquale